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giovedì 10 settembre 2015

CAMERI: Festa Patronale 2015

Ciao a tutti!
In questa settimana si svolgerà la Festa Patronale del mio Paese e, come l'anno scorso, ho collaborato con VALENTINA ACCONCIATURE (Via Matteotti 19) per l'allestimento delle vetrine!
Vi lascio qua sotto le foto delle 3 vetrine a tema e vi invito, se siete nei dintorni, a venirle a vedere dal vivo e ovviamente a farvi in giretto per il Paese!

La prima vetrina riguarda vecchi attrezzi agricoli

Ogni attrezzo è corredato da  un cartellino

con il nome dello stesso in dialetto camerese e

in italiano e la relativa spiegazione del suo utilizzo.

Alcuni oggetti esposti appartengono alla mia famiglia, infatti il mio bisnonno era un carrettiere!

Ovviamente è stata esposta anche la bandiera del rione Pantera nel quale si trova il negozio Valentina Acconciature.

Per l'occasione ho creato delle mollettine per capelli, sempre esposte in vetrina, con i colori di tutti e 4 i Rioni.

La seconda vetrina, invece, è a tema Processione Religiosa anni 50!
Vi sono esposti gioielli e accessori per signora di quegli anni.

Abbiamo anche un vestito anni 50 con relativo velo nero che era di uso portare in queste occasioni.

 E' esposta una foto originale dei paggetti dell'epoca ed una foto di una serata di prove della Banda Margherita.

Per questa vetrina ho creato una parure in tessitura di perline con Swarovski sui toni del nero e dell'oro che trovo si abbini molto bene al contesto.

Inoltre sul comò vi sono gioielli e suppelletti originali dell'epoca, molti dei quali appartenuti alla mia nonna.

L'ultima vetrina, invece, risulta più spartana 

Abbiamo una mise anni 60 completa di cappellino di pelo

ed una bici originale Aprilia

Si dice che prima dell'avvento della tradizionale Corsa degli asini vi era la Corsa delle Biciclette..
Ma non abbiamo fonti certe...

Per ultimo vi lascio un'altra "foto d'epoca"!
Qui una sedicenne Marta-Martissima sfila per il rione Cavallo nel lontano 1998..

E con questo ho concluso!
Buona Patronale 2015 a tutti!






venerdì 4 settembre 2015

La Rusgia di SETTEMBRE!

Ciao a tutti!
Ecco qui l'articolo che ho scritto per la Rusgia del mese di Settembre 2015!
 
 
Buona Lettura!

UNA SERA NELLA STALLA…..una favola vera

Oggi, quando parliamo di lavoro a maglia, di uncinetto, di ricamo e di cucito creativo, pensiamo ad attività che si svolgono nel tempo libero e che solo le più brave e creative sanno fare; in pratica pensiamo ad esse come a degli Hobby.

Anche le donne di una volta si dedicavano a queste attività, peccato solo che lo facessero per necessità e non per ingannare il tempo! Maglioni, pantaloni, sciarpe, guanti e calze venivano fatti in casa; non esistevano negozi di abbigliamento ne tantomeno negozi di biancheria per la casa, per cui, fin da piccole, le bambine venivano iniziate a queste arti. Tutte sapevano cucire, lavorare ai ferri e ricamare.

Voglio, qui di seguito, raccontarvi uno sprazzo di vita quotidiana nella corte ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, dal quale si evidenziano le abilità manuali delle nostre antenate. La narrazione è fatta attraverso gli occhi di un bambino che all’epoca aveva 8 anni, quindi questa è una storia vera….  solo un po’ romanzata!  

E’ una fredda sera d’inverno del 1940, come di consueto alle 17.00 in punto, io, i miei genitori ed i miei fratelli  abbiamo cenato (un po’ di acqua scaldata con una bèla pastà ‘d lard e le verdure… quello che noi chiamiamo minestrone) ed ora che sono le 19.00 è appena suonato il coprifuoco.

 Il portone della corte  è stato chiuso (chi ch’l’è dènta l’è al sicur, chi ch’l’è fòra ‘l grata ‘l mur!)  ed ognuno di noi si sta piano piano dirigendo verso la stalla; in casa il freddo è insopportabile e quindi cerchiamo un po’ di tepore dalle bestie.

All’interno del  nostro cortile abitano altre 4 famiglie oltre alla mia, ed ognuna di noi ha una stalla, chi più piccola chi più grossa, con diversi animali. Questa sera nella nostra stalla sono venuti anche alcuni vicini, fuori è buio pesto e fa parecchio freddo ma le bestie sono tante e con il loro fiato riscaldano lo stanzone. Ci sono: pecore, mucche, conigli,   porcellini d’india,  galline, oche, anatre e il cavallo.

Lo stanzone è fievolmente illuminato; la corrente elettrica è arrivata nelle case e  quindi nella stalla abbiamo una lampadina ( al cèr) che però non fa tanta luce, per cui abbiamo acceso anche  le lampade a petrolio(la lum).

Ognuno di noi ha portato la propria sedia ( cadrèghi’d legn e cadrèghi’d paja) e, mentre gli uomini si mettono comodi sulle balle di fieno a riposare dopo una giornata passata nei campi, le donne chiacchierano e noi bambini ascoltiamo le loro storie.

Appena mi seggo ai miei piedi si è accuccia il Leo. Chi è il Leo? E’ il nostro cane! Quasi tutti quelli del cortile hanno un cane perché è un animale da compagnia, caccia i topi nella stalla, fa la guardia e nei campi quando passa l’aratro lui è sempre dietro a caccia di topolini.

La donne chiacchierano tra di loro e sembra che ci siano nuovi pettegolezzi in Paese; non credo però che tutte queste storie siano molto attendibili perché le donne in questo periodo dell’anno non vanno alla roggia a lavare i panni e quindi le notizie non sono di prima mano….In inverno, infatti, i panni si lavano in casa, in una tinozza con l’acqua calda e poi si appendono ad asciugare sulla stufa.

Alla luce tenue delle lampade vedo i volti delle donne più anziane: la nonna Martina, l’Angiulina, l’Amabile e la Cogiula  che prendono posizione sulle proprie sedie con i piedi appoggiati ad una stufetta riempita di cenere e brace tolta dal camino di casa (la Scaudìna) ed estraggono dal cestone del lavoro (al scistìch da lavor) gli attrezzi del mestiere. La nonna Martina prima di iniziare il lavoro estrae dalla tasca la corona e inizia a far scorrere tra le dita i grani intonando il rosario.

Finito di pregare si siede in mezzo a noi bambini ed incomincia a raccontare una storia: “Nel castello c’erano il re e la regina e la regina aveva messo in cantina due grossi cani a fare la guardia… cani grandi cosi… con bocche grandi cosi…”. Non penso che questa storia si concluderà neanche stasera perché è una storia a puntate che va avanti da giorni e noi bambini ascoltiamo rapiti mentre lei sferruzza rapidamente con le sue abili mani.
Ferri da maglia
 
Ieri sera ha terminato dei sottocalza (Scalfìtt), mentre questa sera si dedica alla parte alta ( Cauzitìtt ) e per farlo estrae dal cestone 4 piccoli ferri a due punte che le serviranno per lavorare in tondo ed un gomitolo di lana. Nonostante sia molto anziana le sue dita si muovono velocemente intorno ai ferri. Il lavoro in tondo a 4 ferri non è semplice, tanto più che a mano a mano che procederà con la lavorazione, dovrà togliere un ferro rimanendo con 3 e poi arrivata alla punta ne toglierà un altro concludendo il tutto con 2 ferri . La parte più difficile sarà il tallone. Cucirà  poi le due parti della calza con un grosso ago da lana.
Lavorazione a 4 ferri
 
L’Angiulina sta invece lavorando, con due lunghi ferri da maglia (al gugi par lavrè a maja)  serrati sotto le ascelle, la parte davanti di un maglione, poi sarà la volta del retro ed infine delle maniche per le quali però utilizzerà anche lei i 4 ferri piccoli.

La lana che stanno usando viene dalla tosatura delle nostre pecore e dalla filatura che le donne hanno fatto questo autunno. Poi, in primavera, tutti i capi finiti durante l’inverno saranno tinti insieme a quelli delle altre donne della corte. In una grossa pentola di rame infondo al cortile verrà fatta bollire l’acqua insieme a fiori e foglie di diverse piante a seconda del colore che si vorrà ottenere. Per esempio i fiori di papavero serviranno per ottenere il rosso, mentre le castagne matte (ippocastano) tingeranno i capi di marrone.
Particolare di un ricamo
 
Alcune sedie più in la, le bambine stanno imparando a ricamare per preparare la loro dote (la dòta).
Esempio di dote
 
 Le più piccole fanno punti semplici (punto giorno – l’asgiur, punto pieno – punt pich, punto erba – punt’èrba,) mentre le più grandicelle si stanno esercitando con il punto ombra( punt’umbra) e il punto mosca ( punt musca). Quasi tutte sanno già lavorare anche all’uncinetto ( al cruscè), ma qui nella stalla c’è poca luce e si fa fatica a vedere bene i punti…

Una volta alla settimana passa, di corte in corte, un signore di Novara (l’ambulant dla stòfa) con il suo carro trainato da un cavallo che vende pezze di stoffa. Tutte le donne escono di casa per andare a curiosare tra la merce e gli scampoli acquistati e sapientemente ricamati diventano lenzuola, coperte, tovaglie e fodere di tela (lantzòj, quèrti, tuaji e fòdri’d tèla)

Di fronte a me siede la mia mamma che, con ago, filo, ditale e ovetto di legno (gugi, fil fòrt, didà, indighè) sta rammendando un paio dei miei pantaloncini. Noi bambini, infatti, anche d’inverno portiamo pantaloncini corti e il freddo penetra nelle nostre ginocchia facendole diventare tutte rosse. Gli uomini invece portano pantaloni lunghi e sempre fatti in casa.
Uncinetti, ditale e bottoni
 
Tutti gli attrezzi per cucire e rammendare (forbici- furseti, aghi-gugi, ditali-didà, spolette di filo-spuleti da fil, bottoni –butòj, fettuccia-stròpa) si possono comperare da alcune donne, provenienti da Galliate, che una volta alla settimana, spingendo a mano un carretto montato su una ruota di bicicletta, passano di casa in casa proponendo la loro merce.

La storia della nonna Martina procede spedita ma io non la ascolto quasi più. La fievole luce, l’odore del latte, del fieno , dei carboni accesi int' la scaudìna e questo tepore mi fanno chiudere le palpebre, un senso di stanchezza ma anche di serenità mi pervadono. In lontananza il campanile della Chiesa suona le  22.00 ed è ora di lasciare la stalla e di rientrare in casa a dormire…. domani sarà un’altra lunga giornata nei boschi a far legna.
Forbici, spolette di filo e ditali
 

mercoledì 25 marzo 2015

PERCHE' IL CONIGLIO DI PASQUA PORTA LE UOVA?!?! (Tutorial)

Ciao a tutti!
Come vi avevo promesso... ecco qui un tutorial pasquale per realizzare un simpatico BARATTOLO PORTA OVETTI a forma di coniglietto! Io lo trovo una simpatica e valida alternativa al classico uovo di Pasqua!


In realtà  questo progetto l'ho realizzato per poterlo pubblicare sulla Rusgia del mese di Marzo, però ho pensato che potesse essere interessante riproporlo anche sul mio blog!
Qui sotto vi riporto l'intero articolo; nella prima parte ho cercato di rispondere alla domanda: "Perché il coniglio di Pasqua porta le uova?!?", mentre nella seconda parte troverete il progetto passo-passo.
 Buona lettura e Buon Lavoro!
 
Uno dei simboli più conosciuti della Pasqua è senza ombra di dubbio il coniglietto pasquale, anche conosciuto come coniglietto di primavera o coniglio di pasqua, la cui figura è accompagnata sempre da uova colorate.
Ma come nasce questa tradizione? Storia o fantasia?
ORIGINE MITOLOGICA DEL CONIGLIETTO DI PASQUA
Il simbolo del coniglio di Pasqua ha origine nei miti dell'Europa occidentale; infatti la parola inglese Pasqua, Easter, deriva da un'antica divinità nordica, Eostre, la Venere dei popoli del nord.
 
Le antiche tradizioni collegano questa dea a miti legati alla primavera, al cui centro vi è l’idea di un sacrificio a cui succede una rinascita. Per il culto dei celti, quindi, questa dea era legata alla fertilità dei campi, tanto che chiamavano l’equinozio di primavera: “Eostur-Monath” e successivamente “Ostara”.
Alla dea Eostre era devota la lepre (spesso la dea stessa era raffigurata con la testa di lepre), perché  anche questo animale è simbolo di fertilità e di vita per via della sua spiccata propensione alla prolificazione. La lepre che accompagnava Eostre, e che deponeva l’uovo della nuova vita per  proclamare la rinascita del nuovo anno, divenne poi  la nota icona del coniglio di Pasqua che porta in dono le uova, altro simbolo di fertilità e di vita.
ORIGINE CATTOLICA DEL CONIGLIETTO DI PASQUA
Per la religione cattolica la domenica di Pasqua si celebra la resurrezione di Gesù Cristo dopo tre giorni dalla sua crocefissione, ma come collegare a questo avvenimento sacro la figura del coniglietto pasquale?
Secondo la tradizione il ruolo cruciale nell’associazione lepre – Pasqua nella religione cattolica lo ebbe Sant’Ambrogio. Sembrerebbe, infatti, che fu proprio il santo di Milano a indicare la lepre come simbolo di resurrezione, in quanto il manto di quest’animale ha la caratteristica di mutare colore con il cambiare delle stagioni. Questo suo variare a seconda del ritmo della natura fu  collegato al concetto di rinascita e quindi a quello della Resurrezione.
Inoltre il Cristianesimo riprese le tradizioni che vedevano nell'uovo un simbolo della vita, rielaborandole nella nuova prospettiva del Cristo- Risorto. L'uovo, infatti, assomiglia a un sasso e appare privo di vita, così come il sepolcro di pietra nel quale era stato sepolto Gesù. Dentro l'uovo c'è però una nuova vita pronta a sbocciare da ciò che sembrava morto. In questo modo, l'uovo diventa quindi un simbolo di resurrezione.
IL CONIGLIO CHE NASCONDE LE UOVA
Agli inizi del 1400 furono i tedeschi i primi a recuperare l’antico simbolo del coniglio e più tardi, nel 1800, furono sempre loro a dar via all’usanza di preparare dolci e biscotti a forma di coniglietto e a diffonderla nel nord Europa. Gli immigrati tedeschi e olandesi portarono poi la tradizione del coniglio pasquale oltreoceano, soprattutto negli Stati Uniti, dove tutt’ora in occasione della Pasqua l’Easter Bunny porta uova colorate ai bambini che sono stati bravi. Questo coniglietto, tuttavia,  è un po’ dispettoso ed è solito nascondere le uova  tra le piante e i cespugli dei giardini ed  è compito dei bambini ritrovarle.
In Italia la tradizione di nascondere le uova nei giardini  è diffusa soprattutto in Alto Adige, dove i bambini aspettano tutto l’anno il momento della ricerca delle uova di Pasqua.
UN PROGETTINO FACILE FACILE
Vi propongo qui di seguito un progetto molto semplice per poter realizzare un simpatico CONIGLIETTO DI PASQUA PORTA-CIOCCOLATINI che potrebbe essere una valida alternativa al classico uovo di Pasqua.
Occorrente: 1 barattolo di vetro, lana colorata e cartoncino.

Su un foglio di cartoncino disegnate due cerchi del diametro del coperchio del vostro barattolo e altri due cerchi di qualche centimetro più piccoli.
Una volta ritagliati, disegnate al loro interno un cerchio più piccolo che poi andrete anch’esso a ritagliare.
 
 Unite i cerchi a due a due e fate passare al loro interno del filo di lana
 
 Tagliate lateralmente per tutto il diametro del cerchio
 
 
Una volta aperto tutto inserite tra i due cartoncini un pezzo di filo di lana e fate due nodi molto stretti
Estraete i due cerchi ed il vostro pon pon è pronto.
 
 Per le orecchie ritagliate due sagome da un foglio di carta bianco a poi incollatevi sopra altre due sagome più piccole di color rosa
 
Gli occhi sono dei semplici nodi fatti con la lana nera, mentre il naso è stato ottenuto inserendo tra due pezzi di cartoncino rosa dei fili di metallo (potete sostituirli con dei fili di lana)
 
 Incollate sul tappo del barattolo il pon pon più grande insieme a tutti gli accessori preparati, mentre quello più piccolo lo incollerete sul barattolo stesso in basso.

Non vi resta che decorate il coperchio con di nastri colorati e riempire il barattolo di cioccolatini.... e perché no, potrete inserirvi anche una piccola sorpresa!! 
   
BUONA PASQUA
 


martedì 30 dicembre 2014

SOLO DUE GIORNI PER RIMETTERMI IN PARI.... (terza parte)

Ciao!
In questo e nel prossimo post finalmente vedrete qualche immagine natalizia..!!!

Ecco l'articolo che ho scritto per la RUSGIA (il giornale locale). Ho deciso di realizzare un tutorial fotografico per creare una Stella di Natale con le Perline!

E' un tutorial indirizzato a tutti coloro che , come me, hanno il "pollice nero"! Ovvero non sono portati per il giardinaggio.

In poche e semplici mosse è possibile realizzare una Stella di Natale con perline di conteria e fil di ferro da poter utilizzare come decorazione natalizia, chiudi-pacco o segnaposto!
 

Vi ricordate il post di Novembre PALLE PER TUTTI (http://marta-martissima.blogspot.it/2014/11/palle-per-tutti.html) ?
Bhe, ha riscosso successo!
E Franca, titolare della gastronomia DE GUSTIBUS di Cameri, mi ha contattata affinché realizzassi per lei palle di diverse dimensioni per decorare il suo negozio!

Ne ho realizzate di due tipi: un formato più grosso utilizzando del nastro di raso e del nastro di pizzo colorato con il tè e un formato più piccolo utilizzando della stoffa e la tecnica del patchwork originale!

Queste che vedete sono le foto che ha scattato lei nel suo negozio! 
 
Questa è una delle palle grosse!

Qui palle, panettoni e grappa!

Ecco una delle piccole posizionata sull'alberello di Natale all'ingresso del negozio!

Poi ancora la grande!

E per finire, nuovamente la piccola!
 
Chiudo il post con qualche foto del Mercatino di Natale dell'8 Dicembre!
 
Giornata freddissima e umida visto che è stata pure la prima giornata di nebbia intensa!

Eccomi con mio suocero che mi ha tenuto compagnia durante la mattinata!
 
Foto con Lorenza, mia vicina di banchetto!
Che mi ha offerto un trancio di pizza ed un caffè e mi ha fatto pure parlare con suo marito in Kenia....!!!
 
Qui sono con Silvia!
Anche lei presente con il suo banchetto di creazioni realizzate a mano!

Potevo farmi sfuggire una foto con Babbo Natale?!

Nel pomeriggio, finalmente, è arrivato anche mio marito Stefano!

Vi lascio con un'ultima foto bellissima di Piazza Santa Maria che ho scattato verso sera.
 
A prestissimo con l'ultima parte del Tour de Force!